L’anello fantasma

Torno stanco, vado a casa sua, prima di andare nella mia. I suoi occhi felici sono un toccasana per le mie fatiche. Nessun anello Tiffany, nessuna cenetta in un lussuoso ristorante, ma c’erano due mani, intrecciate l’una nell’altra, e due sedie, disposte di fronte, e tanto parlare. Stasera non avevo nulla da comprarle, le ho regalato un altro frammento della mia vita. E una promessa, silenziosa. A dire il vero io non gliel’ho nemmeno detta, ma sono sicuro che lei l’avrà capita.

Il silenzio miracoloso

[…] e non è forse questo l’amore? Condividere le gioie, i progetti, le ubriacate. E poi i discorsi, le difficoltà, i sacrifici. Julián quel giorno la tenne stretta tra le sue braccia senza dire una parola, mentre lei piangeva, apparentemente senza motivo. Era un periodo di forte stress per entrambi e Stella era scoppiata, singhiozzando in un mare di lacrime. E sebbene in amore bisogna parlare, parlare sempre, sebbene le cose non andassero meglio nemmeno a Julián, lui la teneva forte tra le sue braccia, in silenzio. A volte il più alto gesto d’amore è trasmettere serenità a chi ami, anche se dentro di te stai morendo. Talvolta un abbraccio puó rimetterti in vita. Come un piccolo miracolo.

Il cuore allenato

[…] ormai erano 2 mesi che Julián era in Italia. Gli allenamenti non erano come quelli in Argentina, Mister Stabile aveva deciso di corazzarlo e gli impose tanta palestra.
Lui nemmeno se ne accorgeva, ma i suoi muscoli crescevano sempre di più. Stella no, Stella avvertiva ogni minimo miglioramento. Era così sensibile ad essi che avvertiva di dover ampliare i suoi abbracci, anche se per pochi millimetri, ogni volta di più. Era come abbracciare uno Julián sempre nuovo, migliore, sempre più possente. Un po’ come il loro amore.

Moriva ogni sera e rinasceva all’indomani sempre più forte. Vivevano di continui nuovi inizi, quei due.

L’ultimatum

[…] era una di quelle che buttava anima e cuore in tutte le sue storie. Ne aveva avute più di una, Stella. Aveva passato gran parte della propria vita accanto a qualche uomo, o più o meno tale.

Storie lunghe che assomigliavano a fari che si perdevano nell’oceano, e storie più brevi, intense, come una candela che brucia il doppio ma che dura la metà.
Era solita fare l’uomo e non ci aveva mai creduto del tutto, fino in fondo.

Poi finalmente un amore maturo, di quelli veri e corrisposti, di quelli ingrossati da quelli precedenti, come una palla di neve che rotolando sui propri errori diventa sempre più grande, più veloce. Una valanga che sovrasta tutto il resto.

Era innamorata Stella, ma stavolta erano gli altri a non credere in lei.

Chi la conosceva bene la prendeva in giro per il suo nuovo capriccio, il suo prossimo, ennesimo fallimento.
Nessuno aveva capito, invece, che si era data la sua ultima chance, il suo ultimatum, l’ultima possibilità per essere felice.
Più o meno per una vita intera.

Scarpe strette

[…] Juliàn lavorò tutta la notte.
Alle sette del mattino era già sotto casa di Mastro Gennaro a prendersi la ricompensa. Corse a perdifiato dal calzolaio ed affannato e tremante dalla gioia prese le scarpe che Stella desiderava e ringraziò fuggendo.
Dopo un’ora di attesa Stella scese, aprì quel pacco fatto alla buona ed esclamò:”Amore, ma non è il colore che piacevano a me!”.

Julián rimase in silenzio. “Che c’è?” gli chiese lei. “Nulla.” dopo qualche secondo e senza alzare lo sguardo:” Nulla. Ho dimenticato che dovevo portare le chiavi a Mastro Gennaro. Se non gliele riporto subito quello mi mette fuori squadra!”

Le diede un bacio sulle labbra e scappó via. Julián era quel tipo di ragazzo che entrava nella vita altrui donando subito il cuore, anche appena conosciuti, così, a pelle.
Juliàn era quel tipo di ragazzo che scompariva, così, da un momento all’altro.

Contromisure

[…] l’amore non ha pesi, nè misure. Non ne conosce il significato, come una bilancia sballata, non tarata, non sa comparare, non conosce i numeri, non sa contare.

Tutto ció che con dedizione metti su un piatto d’argento può essere facilmente sovvertito, rovesciato, da una banalità poggiato sull’altro piatto, di piombo. Quindi se proprio decidi di amare, fallo, ma leggi bene il libretto, informati sulle contromisure, ma sappi che parti svantaggiato.

E’ una lotta impari, per ogni chilogrammo di gioie, ne basterà un solo grammo di dolore dalla controparte per perdere.

Quindi se decidi di amare, fallo, ma incondizionatamente.

La tazzina di caffè

[…] vissero insieme tutti i momenti migliori e i peggiori della loro vita. In un attimo passarono uno ad uno davanti ai loro occhi, come fotogrammi che si riescono a scorgere di un treno che sfreccia ad alta velocità.

Il padre di Juliàn guardó sua moglie stanca e giacente sul letto non lasciandole mai la mano. Si ricordò di quante volte Anna gli aveva passato la mano nei capelli e lo aveva rassicurato. “Ce la faremo, anche questa volta.”

Stavolta, peró, a preoccupare non erano i conti di fine mese, ma la patologia di Anna che in pochi mesi l’aveva perturbata. E pensò a quanti momenti aveva vissuto da lupo solitario, a quanti da arrabbiato, a quanti secondi persi, attimi che avrebbe voluto ricomprare.

“Juliàn, prepara il caffè.”
Arrivò poco dopo, amaro.
Tazza e anima di sua madre manifestarono la loro differenza di peso.
La prima cadde a terra, mentre la seconda saliva in cielo.

Quotes

[…] non sono d’accordo! Un amico non lo vedi nel momento del bisogno, è fin troppo facile così. Un vero amico lo vedi nelle tue realizzazioni, nei tuoi successi, un vero amico è felice se tu sei felice.

Generazioni d’amore.

[…] mi incrocia per strada. Oggi ad occhio e croce avrà sui cinquantanni. I suoi occhi si nascondono dietro una patina di malinconia. “Guagliò, comme staie?”. Risposta di rito, la mia. “Tutto bene.”

Una pacca sulla spalla. Poi rompe gli indugi:”a volte mi capita di sentire le storielle dei ragazzini di oggi, mi preoccupano. Li confronto con le nostre, con quelle dei tuoi. Hanno scritto nelle pagine della loro vita un romanzo come nei libri. Penso che storie d’amore come quelle non rinasceranno più!”.


Il sole batte forte stamattina, quasi quanto quei cuori. L’uomo si abbassa gli occhiali che dapprima aveva sulla fronte che comincia a sudare, non so se più per il calore o le emozioni suscitate. Un trucco per nascondere meglio quella triste nostalgia.
Poi il silenzio. Ma non il vuoto.
L’aria si riempie di un esempio di vita che non tornerà più.

Lettere.

Libera da tv e giornali. Spogliata dalle pagine, nuda di schemi e conformismi. Vestirsi di libri era il suo abito preferito.